L'INTERVISTA A PRANDELLI
de"Gazzetta dello Sport" |
Ecco l'intervista a Prandelli realizzata da
Giampiero Timossi de "La
Gazzetta dello Sport":
«Sì, il quadro l'ho comprato».
La storia inizia così, qualche mese e molti
guai fa. Cesare Prandelli aveva detto:
«Se arriviamo in Champions mi regalo un
quadro della Transavanguardia».
Il quadro c'è, l'autore non si dice. E' la
regola d'oro di un collezionista d'arte.
Per intenderci, sarebbe un po' come
chiedere la formazione a un allenatore.
«Quella non la dico, è una questione di
rispetto, per i miei giocatori».
Via allora, dal quadro si passa alla
Champions League.
C'era anche quella, conquistata sul campo. Grande impresa,
piccola festa,
consumata in uno strano pomeriggio a Verona.
«E' stata tutta
un'estate strana, difficile, molto difficile.
Così, dopo la sentenza di primo
grado, avevo già metabolizzato la serie B.
E cercavo anche di farla
metabolizzare ai miei giocatori. Pensavo fosse meglio,
volevo evitargli un
ulteriore stress psicologico».
Invece si riparte dalla serie A, ma con 19
punti di penalizzazione.
Servirà un'impresa?
«Servirà un'impresa sportiva,
non ci sono dubbi. E per risalire occorrerà
partire forte, concentrati.
Determinati, subito. Perché puoi anche vincere
sei partite di fila, ma a quel
punto sei ancora sottozero. Sottozero, chiaro?».
Chiarissimo.
Dunque?
«Spero escano al più presto i calendari, spero di poter giocare le
prime partite di coppa Italia».
Intanto Diego Della Valle, il patron della
Fiorentina, annuncia che
darà ancora battaglia. Avanti, a tutto campo.
Sensazioni di un allenatore?
«Capisco la rabbia e la delusione di Della
Valle, sono la nostra rabbia
e la nostra delusione. Ho imparato a conoscere e
stimare questa famiglia,
il loro modo d'intendere il calcio, ho abbracciato un
progetto.
In questa vicenda sono stati attaccati, ingiustamente e personalmente.
Hanno attaccato la famiglia: per loro, così come per me, è qualcosa di
inviolabile».
Consigli pratici per fare l'impresa?
«Credere tutti nello
stesso obiettivo. La squadra è il vero leader,
come abbiamo fatto lo scorso
campionato. Penso, anche, a giocatori
come Brocchi o Fiore, ai quali andrà
sempre il mio ringraziamento».
Già,i 74 punti di un campionato
fa...
«Alt».
Prego?
«Sarebbe proprio questo, ora, il più grave degli
errori».
Questione di numeri?
«Appunto. Pensare che l'anno scorso abbiamo
fatto 74 punti e che
quest'anno con una decina di punti in meno, la salvezza è
già pratica archiviata.
Fare questo tipo di calcoli sarebbe un suicidio bello e
buono».
Breve divagazione sullo scandalo del calcio...
«Aveva ragione
Borrelli».
In che senso?
«Non è il movimento del calcio a essere malato,
questa vicenda
non ha coinvolto i giocatori e lo stato di salute è dimostrato
dalla
vittoria del Mondiale. È la struttura del calcio che è malata.
Questo
aveva detto subito Borrelli, ma nessuno per ora lo ha ascoltato.
Penso a una
ripartizione più equa dei diritti televisivi.
Ah, penso anche alle denunce che,
in tempi non sospetti, faceva
Franco Baldini e che gli sono costate tre
squalifiche».
Su richiesta del procuratore Stefano Palazzi, lo stesso che ha
chiesto
serie B e penalizzazione per la Fiorentina?
«Lo stesso, esatto. Credo
che ora, il dottor Palazzi, dovrebbe almeno
chiedere scusa a Baldini».
Fine
della divagazione. Ripartiamo da un paradosso: sembra quasi che lei,
quest'anno,
abbia due squadre a disposizione. Problemi d'abbondanza?
«È vero, abbiamo una
rosa molto ben assortita. Qualità e giusta quantità,
costruita per affrontare la
Champions e la necessità di giocare due volte a settimana.
Per ora non c'è più
la Coppa, ma tutti saranno indispensabili per fare l'impresa.
Il progetto non si
ferma». C'è un'Europa da ritrovare e un quadro da appendere.
da
fiorentina.it
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